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RRD Team 12 con Andrea Mauro su Funboard

02 mar Eventi | Comments
RRD Team 12 con Andrea Mauro su Funboard

TIME TO WRITE da funboard gennaio/febbraio 2011

Questa volta abbiamo intervistato un paio di personaggi chiave della RRD Team 12: Filippo Maretti, allenatore federale FIV e Responsabile Tecnico dell’Associazione Sportiva Compagnia della Vela di Marina di Grosseto, e Andrea Mauro, giovane vincitore della RRD Team 12 2010.

Testo: Ovidio Ferrari
Foto: Valerio Moretta/RRD

articolo originale su: http://www.funboardmag.com/mag/funboard-2010/

Filippo Maretti è il mentore nonché l’ideatore della competizione RRD Team 12 all’interno della classe AICW Free 12. Lo abbiamo incontrato al quartier generale RRD e ne abbiamo approfittato per farci spiegare come mai abbia sentito l’esigenza di dare vita a questo nuovo e interessante movimento.

In pratica questa idea è nata da una necessità ben precisa: quella di cercare di frenare in qualche modo l’abbandono in età precoce dello sport da parte dei ragazzini, cosa che è un po’ generalizzata a tutti gli sport e a tutte le nazioni, ma che è particolarmente evidente e “drammatica” per quanto riguarda windsurf in Italia, anche perché l’attività nazionale a livello giovanile fino ad ora è sempre stata finalizzata ad ottenere risultati ad alto livello, velocemente, e in una specifica classe, in particolare nel Techno 293 e RS:X. Esiste una filiera federale che impone ai circoli un’unica via, ma si tratta di una via che purtroppo non ha sbocchi, perché in pratica fino ai 16 anni l’attività è ben organizzata e permette di avere tanti praticanti per la classe 293, ma poi dopo i 16 anni l’unica attività proposta è quella RS:X che è una classe olimpica che pone tante problematiche ai praticanti in quanto è un attrezzo molto impegnativo sia dal punto di vista economico e sia dal punto di vista agonistico. Le regate RS:X non sono più regate di aggregazione come quelle Techno 293, ma diventano esclusivamente finalizzate al risultato, pertanto se vinci ti diverti, ma se non vinci o non sei competitivo allora proprio non ti diverti. Inoltre anche se sei competitivo, l’impegno richiesto è spesso incompatibile con tutti gli impegni scolastici e non che hanno i ragazzi a questa età, visto che per essere fra i primi devi allenarti almeno tutti i giorni. La conseguenza è un abbandono in massa dell’attività e anche della pratica dello sport. Visto che il problema lo abbiamo toccato con mano anche coi ragazzi del nostro circolo, ha portato me e gli altri tecnici a pensare a un format molto più semplice ed appetibile sia dal punto di vista economico e sia dal punto di vista dell’impegno. Con questo format i ragazzi si divertono perché escono quando c’è vento e si può planare le sessioni di allenamento sono molto divertenti e anche le regate stesse sono basate soprattutto sul divertimento e sull’aggregazione. Ci si diverte anche se non si vince, ci sono un sacco di attività collaterali e lo spirito ritorna ad essere quello di una volta, cioè un evento da spiaggia, con animazione e intrattenimento che portano il ragazzo a divertirsi e a crescere anche al di là del mero aspetto agonistico.
Non credo che ci sia niente di innovativo in quanto stiamo proponendo noi, dal momento che in federazioni forti come quella francese, già da tempo la tendenza non è quella di formare atleti in una specifica disciplina, ma di dare a tutti nozioni base di come si affronta il mare a seconda del tipo di materiale che si utilizza. E questo è diventato anche il nostro obiettivo, ovvero: aumentare il range di competenza dei ragazzi.

Come è strutturata l’attività coi ragazzi durante l’anno?

Per quanto riguarda il nostro Circolo ci siamo impostati in questo modo: fino all’età di 11 anni i ragazzi vengono indirizzati all’utilizzo dell’attrezzatura Techno 293 e quindi seguono questo percorso secondo le indicazioni della Federazione. In questa fascia di età cominciamo anche l’insegnamento del funboard, a seconda delle propensioni e delle capacità dei ragazzi.
L’attività del Techno viene proseguita anche a livello under 13, under 15 e under 17. Logicamente la tavola Techno ha dei limiti per quanto riguarda la fisicità e favorisce ragazzetti più leggeri e prestanti fisicamente, rispetto a quelli con qualche chilo in più.
Quindi è proprio nella fascia dai 13 ai 15 anni che si cerca di differenziare l’attività a seconda delle condizioni del vento, i ragazzi quindi faranno attività Techno o RS:X e allo stesso tempo tutti hanno tavola slalom per sfruttare quelle giornate con 20 nodi in cui si possono metter giù due boe e fare allenamento slalom. Questo perché crediamo nella valenza formativa di questa disciplina, anche a supporto di RS:X e Techno. Il nostro obiettivo è dunque quello di fare un percorso coi ragazzi e portarlo avanti il più possibile per fare dei windsurfisti, possibilmente felici, non dei campioni di RS:X o di qualche altra disciplina. L’importante è sapere andare in mare con qualsiasi condizione e sapere godere dello sport al di la del mero risultato agonistico. Perché altrimenti una volta perso lo stimolo agonistico si perde anche la passione per lo sport.

Potresti fare un bilancio dell’anno ZERO di questa categoria e dirci quali sono le prospettive per l’anno prossimo?

Quest’anno direi che siamo riusciti a confermare un po’ tutte quelle che erano le aspettative per questo tipo di attività. I circoli che hanno aderito sono stati 2 (quello di Marina di Grosseto e quello di Livorno), ma nelle varie tappe si sono registrate iscrizioni anche di altri circoli, che hanno portato a registrare una ranking di 40 atleti. Quindi diciamo che questo primo anno ci ha fatto capire che il progetto può muoversi su delle buone basi. Il prossimo anno l’obiettivo è quello di incrementare i numeri di partecipazione e il numero di Circoli coinvolti in questo progetto. Questo è tanto più importante, perché un Circolo che organizzi un’attività formativa organizzata e con un momento di verifica che è la regata RRD Team 12 secondo me è un valore aggiunto, perché significa che altri circoli e altri tecnici credono in questa nostra filosofia che come obiettivo ha quello di fare crescere il windsurf e i windsurfisti e non semplicemente una determinata tavola o disciplina. Le prospettive sono quelle di vedere coinvolti circoli di Pescara e della Sicilia, così come quelli del Lago di Garda e del Lago di Como. Avendo quindi la possibilità di avere 5-6 Circoli che si muovono per seguire questo progetto, ci sono possibilità concrete di vedere raddoppiare il numero degli iscritti, dando via così ad un movimento che può diventare interessante.

Quale sarà il calendario dell’anno prossimo?
Si parte come da tradizione con una prima tappa a Marina di Grosseto, poi abbiamo una seconda tappa sul Lago i Garda, a luglio si andrà sul lago di Como, fine settembre si va a Livorno e come l’anno scorso a fine ottobre si farà la finale di Coluccia, che è stata programmata subito dopo la finale di Techno 293 e RS:X a Cagliari la settimana prima e questa potrebbe essere la prima occasione in cui la RRD acquista un profilo internazionale.

Vuoi raccontarmi qualcosa del vincitore di questa stagione?

Certo. Andrea (Mauro, ndr) è un ragazzo con un’attitudine tecnica sul windsurf davvero impressionante che gli permette di mantenere la planata in condizioni limite e di perdere molto raramente la planata in uscita dalla strambata.
Nel giro di pochi anni ha avuto una bella maturazione, che lo ha portato a diventare un agonista, che però ha sempre il sorriso sulla faccia e che riesce sempre a divertirsi con quello che sta facendo, cosa che lo rende sicuramente un bell’esempio per tutti gli altri. Dopo la prima tappa di Marina si è dedicato all’RS:X e poi ha vinto la tappa di Livorno, che di fatto gli ha consegnato la vittoria del titolo. È un ragazzo già in grado di uscire con tutti i venti, ma poco ha cominciato ad uscire anche con le onde, e anche questo è un aspetto importante per poter avere un windsurfista completo.

Passiamo ora al secondo intervistato. Ciao Andrea, cominciamo con qualche domanda base: quanti anni hai e quando hai cominciato a fare windsurf?

Ciao, ho 14 anni e ho cominciato a fare windsurf 8 anni fa. Ho iniziato per gioco con Filippo e poi si è trasformata in una passione vera e proprio.

Quando hai cominciato a fare gare?
Ho cominciato verso i 10 anni a fare Techno 293, ma adesso ho lasciato il Techno e ho cominciato a fare RS:X con vela da 8.5 e slalom RRD Team 12.

Cosa ti piace di più di una classe dell’altra?
Sicuramente lo slalom è molto più divertente e ha obiettivi stimolanti da raggiungere, ma la classe olimpica ha obiettivi decisamente più alti.

I tuoi obiettivi per la prossima stagione?

Beh, i miei obiettivi saranno quelli di seguire tutte le tappe, provare a divertirmi e magari provare a difendere il titolo di quest’anno. Toccando ferro, speriamo che ci sia vento in ogni tappa e che sia un campionato ancora più avvincente di quello di quest’anno.

 


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